Alla Francia il premio Cittą di Rovereto

Alla Francia il premio Cittą di Rovereto

Attribuiti nel corso della giornata finale i premi e le menzioni speciali della Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico, che si č svolta a Rovereto dal 2 al 6 ottobre 2018

Il Premio CITTA’ DI ROVERETO attribuito dal pubblico al più gradito sui 35 documentari in concorso nelle cinque giornate di proiezioni va al film

L'Enigme De La Tombe Celte / L'enigma della tomba celtica
Nazione: Francia
Regia: Edmée Millot
Produzione: Eleazar, Inrap, Arte, C2RMF
La scoperta, nel 2014, di una tomba celtica del V secolo in Francia, rivela un periodo poco documentato della storia dei Celti europei, il periodo di Hallstatt, che durò circa un secolo e scomparve lasciando poche tracce. In quel tempo i Celti commerciavano con il resto d'Europa, costruendo città e porti, senza scrittura e senza l'uso della moneta.

Tre le menzioni attribuite da speciali giurie:

-- Menzione speciale ARCHEO
La prima menzione è stata attribuita dalla redazione di Archeo, che da quest’anno collabora con la manifestazione roveretana. Sono stati valutati i 15 film in concorso che avevano per tema la valorizzazione e la conservazione del patrimonio italiano. Andreas M. Steiner , direttore di Archeo, ha consegnato il premio a

La fragilità del segno
Regia: Vincenzo Capalbo e Marilena Bertozzi
prodotto da Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria

Motivazione: Menzione Archeo a: «La fragilità del segno», di Vincenzo Capalbo e Marilena Bertozzi, per la sua sapiente capacità di unire, seguendo un filo rosso coerente e dinamico, fotografie, filmati e suoni d’epoca a ricostruzioni digitali, facendo «rivivere», nel miglior modo possibile, quel meraviglioso mondo perduto rappresentato dall’arte rupestre sahariana (già definito dal segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan «patrimonio dell’umanità») quale è emerso dalle straordinarie e avventurose ricerche condotte nella prima metà del Novecento dallo studioso italiano Paolo Graziosi.

-- Menzione speciale Archeoblogger
La seconda menzione è stata attribuita da un gruppo dei più noti archeoblogger italiani: Antonia Falcone, Mattia Mancini, Paola Romi, Domenica Pate, Marta Coccoluto, Alessandro Tagliapietra, Astrid D’eredità, Giovanna Baldassarre, Michele Stefanile, Marina Lo Blundo. I 10 blogger hanno visionato online i 14 documentari che hanno come tema il patrimonio europeo. La menzione speciale è stata attribuita parimerito ai film

Le fils de Neandertal / Il figlio del Neandertal
Nazione: Francia
Regia: Jacques Mitsch
Produzione: Gedeon programmes

Motivazione: Le fils de Neanderthal è un film vero e proprio che gioca con la finzione per disvelare piano piano le verità scientifiche sul rapporto Neanderthal Sapiens, uno degli aspetti più affascinanti della nostra storia evolutiva, nonché uno dei più dibattuti. Uno dei punti di forza del film è la capacità di mettere a nudo il problema del sensazionalismo e delle fake news anche in ambito archeologico perché la nostra disciplina si presta da sempre alla proliferazione di fantasiose interpretazioni e ricostruzioni. In questo senso si pone come esperimento rischiosamente provocatorio, riuscendo comunque a costruire una narrazione articolata e scientificamente corretta.

Katman - Lo strato
Nazione: Turchia
Regia: Melek Ulagay Taylan
Produzione: RET Film - Cigdem Mater
Consulenza scientifica: Gül Pulhan e Stuart Blaylock che sono in sala e che si invitano a salire

Motivazione: Katman entra nella quotidianità dello scavo archeologico: non soltanto il momento del rinvenimento o della ricerca, ma quello della condivisione degli spazi, dei tempi, dello scambio con la popolazione locale, della vita degli operai del luogo. Katman veicola anche un forte messaggio relativo al valore identitario e socio culturale dell’archeologia nel quadro di una nazione in veloce trasformazione come l’odierna Turchia. Questo, insieme al richiamo ad una maggiore attenzione al consumo del suolo e dei giacimenti archeologici, fa sì che Katman sia una perfetta fotografia, per una volta non patinata, dell’Archeologia di oggi.

-- Menzione CinemAMoRe
Attribuita da una giuria congiunta dei tre Festival cinematografici del Trentino, cioé il Trento FilmFestival, il Religion Today e la Rassegna, rappresentati da Tommaso Bonazza, Rossana Stedile, Olha Vozna, visionando i 6 film sul patrimonio extraeuropeo.

L'histoire oubliée des Swahilis / La storia dimenticata degli Swahili
Nazione: Francia
Regia: Agnès Molia
Anno di produzione
Produzione: Tournez s'il vous plait
Consulenza scientifica: Peter Eeckhout

Motivazione: Con una tecnica documentaristica sobria e anti-sensazionalistica, il lavoro di Agnès Molia e Peter Eeckhout è in grado di illuminare il passato con tinte evocative e al contempo definite. Lo spettatore viene condotto, passo dopo passo, alla scoperta delle città costiere dell'Africa orientale e l'immaginazione viene coadiuvata da efficaci rappresentazioni in 3D. La straordinaria storia degli Swahili, protagonisti di una civiltà aperta al mondo, diviene così un inno ante litteram all'intreccio tra i popoli

 
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