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Il monitoraggio delle acque di falda a Rovereto si fa più preciso

  • La rete di monitoraggio ad opera della sezione Scienze della Terra del Museo è stata potenziata grazie all'aumento del numero dei pozzi e all'introduzione della conducibilità elettrica come chiave per leggere la salute e la mineralizzazione della nostra risorsa idrica.

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Da oltre vent’anni il Museo conduce un’attività continuativa e sistematica di monitoraggio delle oscillazioni della falda freatica nella zona industriale di Rovereto. Questo programma di osservazione nasce con l’obiettivo di seguire nel tempo l’evoluzione delle risorse idriche sotterranee e di raccogliere dati utili alla comprensione dei principali processi idrogeologici che interessano questo sistema, particolarmente sensibile alle pressioni esterne. 
La disponibilità di una serie storica di dati di lungo periodo rappresenta infatti uno strumento fondamentale per valutare gli effetti combinati delle attività antropiche, come l’urbanizzazione e l’uso industriale o agricolo del territorio, e delle variazioni climatiche che incidono sui regimi di ricarica e sui livelli della falda. 

Nel 2025 la rete è stata oggetto di un importante potenziamento e il numero dei punti di misura attivi nel comune di Rovereto è passato da 15 a 18 (mappa 1).

Mappa 1


Parametri misurati
Le attività di monitoraggio vedono la misura della quota del tetto di falda, espressa sia come quota assoluta sul livello del mare sia come quota relativa rispetto al punto di imbocco del pozzo, oltre alla temperatura dell’acqua. Questi parametri consentono di ricostruire l’andamento stagionale e pluriennale della falda, evidenziando le fasi di abbassamento e risalita legate ai cicli climatici, ai periodi di siccità o di intensa ricarica, nonché eventuali anomalie riconducibili a interferenze di origine antropica, per scopi industriali o agricoli.
A partire dal 2025 è stata introdotta anche la misura della conducibilità elettrica (CE), un indicatore di grande utilità per la caratterizzazione chimica delle acque sotterranee. La conducibilità elettrica esprime infatti la capacità dell’acqua di condurre corrente elettrica ed è direttamente legata alla quantità di sali minerali disciolti: tali sali, presenti sotto forma di ioni elettricamente carichi, facilitano il passaggio della corrente. Di conseguenza, un aumento della concentrazione salina determina un incremento dei valori di conducibilità, mentre acque povere di sali presentano valori più bassi. La conducibilità elettrica, misurata in µS/cm, viene convenzionalmente riferita alla temperatura di 20 °C, così da rendere confrontabili le misure effettuate in condizioni diverse. Questo parametro fornisce una stima indiretta del grado di mineralizzazione complessivo dell’acqua ed è ampiamente utilizzato sia nel controllo delle acque destinate al consumo umano sia negli studi idrogeologici.
In condizioni naturali, le acque dolci presentano valori di conducibilità generalmente compresi tra 100 e 1.000 µS/cm. La normativa italiana vigente (D.Lgs. 31/2001), relativa alle acque destinate al consumo umano, stabilisce un valore massimo di 2.500 µS/cm a 20 °C. Le acque distribuite dagli acquedotti, che sono solitamente oligominerali, mostrano valori più contenuti, mentre le acque sotterranee possono presentare valori più elevati, influenzati dalle caratteristiche geologiche del sottosuolo.


Risultati
La conducibilità elettrica dell’acqua nel territorio comunale di Rovereto mostra una marcata variabilità, sia nel corso dell’anno, sia tra i diversi punti di misura considerati. I valori rilevati si collocano in un intervallo piuttosto ampio, compreso tra circa 200 e oltre 1.000 µS/cm, a testimonianza di differenze nelle caratteristiche chimiche delle acque e dei contesti idrogeologici locali. Nel periodo invernale e all’inizio della primavera la conducibilità tende a essere mediamente più elevata in molti punti di monitoraggio, probabilmente a causa di una minore diluizione delle acque e di un contributo più marcato delle falde sotterranee. Con l’avanzare della primavera e durante i mesi estivi si osserva spesso una diminuzione dei valori, con minimi che in diversi casi si collocano tra maggio e luglio, un andamento coerente con l’aumento delle precipitazioni e con l’apporto delle acque di fusione nivale che diluiscono i sali disciolti. 

Di seguito (tabella 1) sono riportati i valori della conducibilità dell’acqua rilevati nel 2025 in ciascun punto di prelievo al momento della misura della quota del livello di falda. 
 

Tabella 1

Tabella 1: Grazie a questa configurazione è possibile effettuare le misure di conducibilità in 14 dei 18 punti attivi della rete. Nei restanti 4 punti, infatti, il tetto della falda si trova a una profondità superiore rispetto alla lunghezza del cavo disponibile, rendendo al momento impossibile l’esecuzione delle misure di conducibilità. Inoltre, il mese di gennaio risulta incompleto, in quanto dopo l’acquisizione era necessario parametrare lo strumento.


Dal confronto tra i diversi punti di misura (tabella 2) emerge che alcune aree presentano valori sistematicamente più alti durante tutto l’anno, indicando acque più mineralizzate, mentre altre mostrano conducibilità più basse e variazioni stagionali meno accentuate, suggerendo una maggiore influenza di apporti superficiali o condizioni di maggiore diluizione. Infine, vi sono differenze anche tra le medie annuali che risultano comprese tra circa 240 µS/cm e oltre 900 µS/cm. Nel complesso i risultati confermano una marcata eterogeneità spaziale della conducibilità dell’acqua.

Tabella 2

Tabella 2: valori medi annuali, massimi e minimi della conducibilità nei vari punti di monitoraggio


A cura di Tiziano Straffelini, sezione Scienze della Terra Fondazione Museo Civico di Rovereto

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