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Alla base dei dati del monitoraggio della zanzara tigre c'è una squadra al lavoro per il territorio

  • Quando leggiamo i report stagionali sulla presenza della zanzara tigre (Aedes albopictus), la nostra attenzione si concentra soprattutto su numeri, grafici e percentuali. Dietro ogni singola rilevazione, però, c'è una macchina logistica e scientifica complessa, guidata dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto.

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Il Museo porta avanti il monitoraggio da ormai trent’anni a supporto delle amministrazioni, un importante strumento di prevenzione e tutela della salute pubblica. Ma il successo dell’iniziativa è il risultato di una stretta sinergia tra professionalità e competenze diverse. Al lavoro esperto degli zoologi del Museo, si affianca infatti l’attività di oltre 20 persone tra operai SOVA e collaboratori esterni, tutti formati e coordinati dal Museo, che operano sul territorio occupandosi dei trattamenti larvicidi e della gestione delle trappole.

15 Comuni, 262 ovitrappole e oltre 790 kmq di territorio monitorato
Oggi il progetto coinvolge 15 Comuni: Ala, Arco, Avio, Besenello, Brentonico, Calliano, Drena, Dro, Ledro, Mori, Nago-Torbole, Riva del Garda, Rovereto, Storo e Tenno.
Sono 262 le ovitrappole attive, distribuite strategicamente sul territorio. Una rete di monitoraggio estesa su 790,64 kmq di territorio che permette di seguire nel corso della stagione l’andamento della popolazione di Aedes albopictus e di evidenziare eventuali differenze tra quartieri, aree urbane e Comuni.

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Come funziona il monitoraggio?
Il monitoraggio è attivo da inizio maggio a fine ottobre e si basa su “trappole” di due tipi: le cosiddette ovitrappole, in quanto dedicate all’indagine delle uova, e specifiche trappole per adulti.
L’ovitrappola consiste in un  vasetto di plastica nera riempito d’acqua, al cui interno viene inserita una listella di legno. Il dispositivo simula il substrato e le condizioni ideali per la deposizione delle uova: la femmina di zanzara tigre, infatti, tende a deporre le proprie uova in prossimità dell’acqua, su superfici umide.

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Una delle ovitrappole utilizzate

Gli operatori visitano ciascuna ovitrappola ogni sette giorni: la listella viene prelevata e sostituita con una nuova, mentre quella raccolta viene portata nei laboratori del Museo. È un lavoro metodico e apparentemente semplice, ma fondamentale per garantire la continuità e l'affidabilità della raccolta dei dati. Ogni stazione deve infatti essere controllata con regolarità, affinché le informazioni raccolte siano confrontabili nel tempo e nello spazio. Solo in questo modo è possibile tracciare la dinamica dell’infestazione e stimare la densità dell’insetto a livello di quartiere e di Comune. Accanto alla rete di ovitrappole sono installate alcune trappole per gli esemplari adulti, controllate invece con frequenza bisettimanale. 

Parallelamente alle operazioni  in campo, il lavoro prosegue nei laboratori di zoologia del Museo. Qui gli esperti trascorrono ogni settimana, da inizio maggio a fine ottobre, circa 13 ore al microscopio per effettuare la conta manuale delle uova deposte sulle listelle delle ovitrappole raccolte e per identificare e classificare gli esemplari adulti catturati. Lo studio degli individui adulti è fondamentale per documentare la presenza della zanzara tigre (Aedes albopictus), ma anche per intercettare tempestivamente l’eventuale arrivo di altre specie esotiche. Tra queste rientrano, ad esempio, Aedes koreicus e Aedes japonicus specie che, come abbiamo visto nei fatti di cronaca recente,  possono insediarsi anche nei nostri territori superando le quote altitudinali raggiunte dalla albopictus. Tutte le specie del genere Aedes hanno rilevanza sanitaria in quanto potenziali vettori di malattie come Dengue, Chikungunya e Zika. Il monitoraggio degli adulti rappresenta quindi una sorta di “sentinella” per il territorio: consente di individuare precocemente eventuali nuove specie fornendo ai Comuni  informazioni utili per mettere in campo tempestivamente le necessarie azioni di controllo. Ogni Comune monitorato riceve infatti un report settimanale sull'andamento dell’infestazione e, in caso di emergenza, allertato con tempestività. 


Monitoraggio ma anche prevenzione attraverso i trattamenti e l’informazione
Il monitoraggio è solo una parte del lavoro. A fianco di questa attività, infatti, altri operatori sono coinvolti nelle attività di trattamento larvicida, intervenendo capillarmente nei luoghi pubblici dove possono svilupparsi focolai di zanzara. L’obiettivo è ridurre la presenza delle larve prima che raggiungano lo stadio adulto, agendo quindi direttamente sui siti di riproduzione tramite trattamenti antilarvali.
Tuttavia è bene ricordare che circa il 70% dei potenziali focolai di sviluppo si trova in aree private: sottovasi, secchi, bidoni utilizzati negli orti, piccoli contenitori, tombini e qualsiasi altro recipiente capace di raccogliere anche pochi centimetri d’acqua possono diventare siti favorevoli allo sviluppo delle larve. Il monitoraggio e i trattamenti in ambito pubblico dunque da soli non bastano e una parte molto importante della lotta alla zanzara tigre deve passare dalla collaborazione dei cittadini. 
Per questo motivo la Fondazione Museo Civico di Rovereto affianca all’attività scientifica anche un importante lavoro di informazione e sensibilizzazione, con campagne rivolte alla cittadinanza e iniziative finalizzate a diffondere comportamenti corretti e consapevoli.
La prevenzione è un lavoro di squadra: coinvolge ricercatori, operatori sul campo, amministrazioni comunali e cittadini.


Link utili
I risultati aggiornati del monitoraggio sono consultabili sul portale del progetto Trentino One Health: La rete di sorveglianza integrata di zecche e zanzare vettoritrentino.it


A cura di Federica Bertola e Gionata Stancher, sezione Zoologia della Fondazione Museo Civico di Rovereto

 

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Divulgazione scientifica, multimedialità e nuove tecnologie si intrecciano nelle attività quotidiane della Fondazione Museo Civico di Rovereto. La ricerca e la formazione, attraverso i laboratori rivolti alle scuole, rappresentano da sempre la priorità di uno dei musei scientifici più antichi d'Italia.

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