
Cosa ci racconta una moneta? Alla scoperta della collezione numismatica del Museo
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Quando si pensa a una collezione numismatica, si immaginano centinaia di monete già ordinate nelle loro teche, suddivise per epoca e tipologia con tutte le informazioni necessarie per descriverle. Ma prima di arrivare a questo risultato c’è un lavoro molto lungo e paziente, fatto di studio, catalogazione, documentazione fotografica, confronti e controlli. È proprio questo il lavoro che è in corso sulla collezione numismatica della Fondazione Museo Civico di Rovereto: un progetto di riordino, reinventariazione, documentazione fotografica e digitalizzazione che permetterà di conoscere meglio il patrimonio conservato nei depositi del Museo e di prepararlo a una nuova fase di valorizzazione.

Moneta di bronzo di Costantino (313-337 d.C), zecca di Siscia
Una moneta non è soltanto un piccolo oggetto di metallo. Ogni esemplare porta con sé una grande quantità di informazioni: immagini, iscrizioni, simboli, luogo di produzione, metallo, peso e tracce della propria storia. Per poter utilizzare seriamente queste informazioni è però necessario che ogni moneta sia correttamente identificata e associata a una documentazione affidabile. Da qui è partito il lavoro di re-inventariazione dei vecchi schedari museali: verificare i dati già disponibili, confrontarli con l’esemplare conservato, correggere eventuali incongruenze e creare o aggiornare la scheda che ne descrive le caratteristiche.
Il riordino è anche un’occasione per guardare la collezione con occhi nuovi. Le monete vengono esaminate una alla volta, riconosciute e descritte attraverso criteri condivisi. Si controllano le legende (iscrizioni) e le immagini presenti sulle due facce, confrontandole con quelle di esemplari presenti in cataloghi e repertori specialistici.
È un lavoro fatto di piccoli dettagli. Una lettera della legenda, un particolare del ritratto, un simbolo sul rovescio o una differenza nel peso possono essere determinanti per riconoscere correttamente un esemplare. Monete apparentemente simili possono così rivelare storie diverse: possono essere state coniate in momenti differenti, in luoghi diversi o sotto autorità diverse. Ogni informazione contribuisce a ricostruire la storia dell’oggetto e, attraverso di esso, quella delle società che lo hanno prodotto e utilizzato.

Cassetto della collezione numismatica del Museo (Archivio Fondazione Museo Civico di Rovereto)
La collezione numismatica affonda le sue radici e il suo sviluppo nella storia stessa del Museo Civico di Rovereto. Al primo nucleo di monete romane donato dal fondatore dell’ente Fortunato Zeni e al successivo lascito di monete d’epoca greca di Paolo Orsi, si susseguirono svariate donazioni che, insieme a tutte le monete ritrovate negli scavi archeologici, sono andate a costituire una collezione di circa 7.000 esemplari, unica nel suo genere nel panorama regionale.
Per questo motivo, allo studio in corso si affianca un secondo lavoro altrettanto importante, quello della digitalizzazione e pubblicazione on line della collezione numismatica. Dopo essere stata studiata, ogni singola moneta viene attentamente fotografata e queste immagini, insieme ai dati raccolti dallo studio, vengono pubblicati con la nuova piattaforma Museum sulla pagina web della Fondazione. Ad oggi sono già consultabili liberamente on line le schede di più di 3000 monete, una parte delle quali già revisionata e aggiornata grazie a questo nuovo progetto. Questo il link al portale: www.collezioniarchivifondazionemcr.it
Digitalizzare una collezione non significa quindi semplicemente fotografare gli oggetti o trasferire dei dati da un registro cartaceo a un computer, ma significa mettere in relazione gli oggetti con le informazioni che permettono di comprenderli, creando una documentazione strutturata che possa essere aggiornata nel tempo, consultata da utenti esterni e utilizzata per avviare nuove ricerche. Un patrimonio conservato fisicamente nei depositi diventa così una risorsa più facilmente consultabile per la ricerca, la didattica e la divulgazione.
Il progetto si inserisce inoltre nel processo di rinnovamento delle sale archeologiche del Museo, un rinnovamento che interesserà anche la numismatica, con nuove vetrine pensate per restituire alla collezione una maggiore visibilità e per raccontare al pubblico il significato delle monete oltre la loro semplice presenza materiale. Le monete esposte saranno così il punto di arrivo di un percorso che comincia molto prima, nel lavoro quotidiano di chi le studia, le identifica, le fotografa e ne ricostruisce la storia.
Quello che si cerca di fare, in pratica, è di trasformare questi piccoli frammenti di metallo in fonti storiche: testimonianze di potere, guerre, società, economia, religione, comunicazione e vita quotidiana. Dietro ogni esemplare correttamente inventariato c’è un pezzo di storia che torna ad essere leggibile.
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a cura di Matteo Crosina, giovane in Servizio Civile, e Maurizio Battisti, sezione Archeologia della Fondazione MCR



