La flora trentina che cambia, tra specie estinte e specie immigrate

La flora trentina che cambia, tra specie estinte e specie immigrate

#apertipercultura | Grazie ai dati raccolti č possibile confrontare il quadro attuale con quello dei secoli scorsi

Pubblicato il: 24-03-2020

La flora del Trentino ha subito parecchi cambiamenti: alcune specie scompaiono mentre altre si insediano, a testimonianza dell’ambiente che cambia.

I dati attualmente a disposizione, anche grazie agli studi botanici più recenti della Fondazione Museo Civico di Rovereto, ci permettono di effettuare un confronto tra la flora trentina di 100-150 anni fa e l’attuale. Ad oggi (marzo 2020) sono 54 le specie che risultano estinte in Trentino e 250 quelle immigrate da altre regioni o paesi lontani e che si sono stabilmente insediate.

La flora dunque si arricchisce dal punto di vista quantitativo, ma si tratta di un dato che va letto con attenzione, perché l'aumento di specie non corrisponde a un dato qualitativamente rilevante. Le nuove specie che arrivano sono legate ad ambienti degradati come le zone ruderali o gli ambienti urbani dismessi mentre quelle che scompaiono sono legate ad ambienti interessanti dal punto di vista naturalistico, fragili o minacciati. In Trentino gli habitat in cui si concentra il maggior numero di specie estinte sono le zone umide e i coltivi, ma anche i prati magri e gli ambienti acquatici hanno perso un numero significativo di specie. Si tratta quasi sempre di ambienti di bassa quota, sotto i 1000 m: è qui che si evidenziano le maggiori alterazioni ambientali.

Al momento in Trentino si registrano estinzioni a livello locale e non globale; ciò significa che le specie sono scomparse sul territorio provinciale, ma non a livello italiano o mondiale.
La causa è quasi sempre da ricercare nell’alterazione (o distruzione) dell'ambiente di crescita.

Il fiordaliso (Centaurea cyanus), che tutti noi conosciamo, è una specie che in Trentino rischia l'estinzione: si tratta di una pianta annuale legata agli ambienti agricoli tradizionali, soprattutto ai campi di frumento, orzo e avena, che negli ultimi decenni in Trentino hanno subito una diminuzione notevole, portando di conseguenza ad una rarefazione anche delle specie floristiche che infestano le colture.

Tra le specie estinte, sempre localmente, troviamo invece la violetta d'acqua (Hottonia palustris) che fu segnalata attorno al 1820 presso Tione. Il botanico Hermann Handel-Mazzetti nel 1943 scrisse che questa specie scomparve in seguito al prosciugamento del fosso in cui era stata trovata. Nonostante capillari ricerche nessuno è più riuscito a ritrovare questa specie in Trentino.

 
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